Abbiamo conosciuto Margherita Bandini quando, preparando la sua tesi di laurea, chiese di incontrarsi con noi per conoscere lo stato della cremazione a Livorno, la diffusione di questa pratica , le modalità di elaborazione del lutto. La pubblicazione del suo lavoro è stata la naturale conclusione di quei colloqui : esso fornisce al lettore spunti interessanti di riflessione sui tentavi che,nel corso della storia , gli esseri umani hanno fatto per conferire un senso a ciò che non è di per sé pensabile e per aiutare chi resta a superare il vuoto terribile che la morte si lascia dietro. I riti funebri, nelle varie culture, infatti, dettando linee di comportamento precise e codificate, hanno offerto vie di espressione ordinata ad un dolore che resterebbe altrimenti irrelato e irrisolto. Sono state pratiche sociali nelle quali l’ intera comunità si stringeva intorno a chi aveva perso i propri cari. Ma oggi, nelle società contemporanee fortemente individualizzate e per molti aspetti antiritualistiche, il libro si domanda se è rimasto o si è ricreato qualcosa che accompagni le persone in lutto nei tempi e negli spazi della vita quotidiana.