Di famiglia ebraica dall’illustre lignaggio, amico di Amedeo Modigliani e di Giosuè Borsi, discepolo di Giuseppe Emanuele Modigliani, il padre del socialismo livornese, normalista e poi insegnante, pacifista rigoroso senza cedimenti. Questo fu Uberto Mondolfi, sindaco di Livorno dal novembre 1920 al 3 agosto 1922, quando l’assalto delle squadracce fasciste lo cacciò dal palazzo comunale. Mario Tredici ci racconta il lavoro appassionato di questi due anni, l’ impegno e la fatica e la speranza che lo animarono nel tentativo di realizzare un programma di alto profilo sociale. Difese l’istituzione di cui era a capo e i principi di giustizia e libertà fino all’ estremo delle sue forze: cedette solo di fronte alle minacce di morte alla sua famiglia, quando ormai ogni resistenza era stata sopraffatta.
A cento anni da quegli avvenimenti, lo spessore vibrante del suo spirito indomito segna le pagine di questo libro.